Origine

Da dove tutto ha avuto inizio.

Roberto Messineo con lo stemma della bottega

Un legame ancestrale

Roberto Messineo

“Non faccio caffè, creo relazioni usando il caffè.”

Dove tutto è rimasto umano

Non ho cercato questo luogo. È stato lui a cercare me.

Via Cesare Battisti era una strada silenziosa. Non brutta. Non bella. Semplicemente dimenticata.

Dopo il Covid ho trovato questo spazio. L’ho preso. E non ho aperto subito.

Ho aspettato che fosse pronto. Non perfetto. Pronto. Una bottega non si inaugura. Si lascia maturare.

Interno della Bottega San Domenico - bancone e torrefazione artigianale
Scaffali della bottega con prodotti artigianali e sacchi di caff\u00e8 brasiliano

All’inizio la strada era vuota. Poi piano piano ha ricominciato a respirare. Non per merito mio. Ma perché quando un luogo diventa umano, la gente lo sente.

Qualcuno entra per un caffè. Qualcuno resta per parlare. Qualcuno torna. E la strada cambia.

Un giorno un giornalista di Repubblica mi ha chiesto: “Ma perché qui dentro vendi anche passata italiana, prodotti a km0, cose che non c’entrano col caffè?” Io gli ho risposto che non capivo la domanda. Se una cosa è buona, se è fatta bene, se è vera, che differenza fa se è caffè o pomodoro? Una bottega non vende categorie. Vende senso.

Area degustazione della bottega con attrezzature per il caff\u00e8
Vista dal bancone della bottega verso l'ingresso
Roberto Messineo al lavoro con la tostatrice

La Bottega di Via Cesare Battisti è aperta solo venerdì, sabato e domenica. Il resto del tempo io faccio altro: tosto, penso, progetto, sbaglio, ricomincio.

A volte metto il cartello “torno subito” e vado a bere un bicchiere con qualcuno che è entrato da cliente ed è uscito amico. A volte esco a fumare una sigaretta fuori. A volte rientro e mi accorgo che ho lasciato il telefono sul banco. Me l’hanno rubato più di una volta. Pazienza. La tecnologia serve solo se aumenta le relazioni. Se la perdo, vuol dire che non era così indispensabile.

Qui dentro non è tutto ordinato. Continuo a spostare cose. Aggiungo, tolgo, cambio posto alle macchine. È una bottega che si muove. A volte arrivano amici ad aiutare. Non dipendenti. Amici. Perché una bottega non è un’azienda. È una comunità che si forma senza chiedere permesso.

Qualcuno la chiama la versione originale. Io la chiamo la versione bastarda. E deve rimanere così. Non è progettata per piacere. È nata per funzionare. Per servire.

Ho servito Papi e operai con lo stesso gesto. Qui il gesto è lo stesso. Non esistono clienti importanti. Esistono persone.

Le radici a San Domenico.

So che un giorno dovrò andare altrove. Espandere. Costruire uno spazio che rappresenti meglio la visione che ho in testa. Linee più pulite. Tecnologia più invisibile. Più spazio per respirare.

Ma questa… questa mi mancherà. Perché qui dentro non c’è un design. C’è un inizio. E gli inizi non si replicano. Si rispettano.

Assistente